Samuel, frontman della band torinese dei Subsonica, attiva da anni nel panorama musicale, quest’anno si è proposto al Festival di Sanremo come solista con il brano “Vedrai” e, ospite dagli amici di Radio Italia, ha parlato un po’ di sé e di come è nato il brano.
“Questa canzone nasce da una lunga e proficua sessione di scrittura dell’anno scorso. Mi hanno mandato questa base, l’ho un po’ sistemata perché c’era qualche accordo che non mi suonava molto e poi mentre sistemavo le ultime cose, mi sono venuto in mente le parole del ritornello. Fatto quello, praticamente la canzone era finita“.
“Volevo parlare di amore, ma non quello che spacca il cuore. Parlo di un amore quotidiano, spesso anche noioso o monotono, ma è l’amore che viviamo tutti. Oggi è troppo facile lasciar perdere una storia, invece bisogna cercare di superare i problemi e resistere”.
Parlando poi delle sue performance Samuel racconta che non si rivede mai: “Non mi rivedo, nè mi risento perché poi non sono mai come vorrei. So che il brano è andato bene tra i ragazzi credo che ciò che ci unisce sia la musica elettronica. Io faccio quello da anni e da sempre questo genere è appannaggio dei giovani”.
Salire sul palco da solo però fa paura anche un po’ a Samuel: “Essere lì senza i ragazzi ovvio che mette un po’ d’ansia, ma volevo mettermi alla prova e confrontarmi con me stesso”.
Il saluto di Samuel ai ragazzi di ScuolaZoo
Il testo della canzone di Samuel
Se siamo ancora qui
Vuol dire che un motivo c’è
Lascia qualcosa tra le braccia
E non questa distanza che mi sputi in faccia
Se siamo ancora qui
Ad imparare come illuderci
A preoccuparci della verità
Vedrai che poi il tempo non ci tradirà
Sotto un vento di libeccio che dall’Africa
Soffia lieve su di noi la sua sabbia
Vedrai che riusciremo a dare ancora un nome
A tutte le paure che ci fan tremare
E troveremo il modo per dimenticare
La noia, l’abitudine, la delusione
Vedrai che i desideri si riaccenderanno
Ricostruiremo il luogo in cui poi vivranno
Perché noi siamo l’unica benedizione
L’unica tragedia, l’unica ambizione
Se siamo ancora qui
Ad ignorare le difficoltà
Impareremo anche a comprendere
Che esiste un buon motivo per insistere
Sotto un vento di libeccio che dall’Africa
Soffia lieve su di noi la sua sabbia
Vedrai che riusciremo a dare ancora un nome
A tutte le paure che ci fan tremare
E troveremo il modo per dimenticare
La noia, l’abitudine, la delusione
Vedrai che i desideri si riaccenderanno
Ricostruiremo il luogo in cui poi vivranno
Perché noi siamo l’unica benedizione
L’unica tragedia, l’unica ambizione
Dovremo solo ricominciare a respirare, a navigare
Dovrai soltanto dimenticare la noia, il vuoto, la perfezione
Vedrai che riusciremo a dare ancora un nome
A tutte le paure che ci fan tremare
E troveremo il modo per dimenticare
La noia, l’abitudine, la delusione
Vedrai che i desideri si riaccenderanno
Ricostruiremo il luogo in cui poi vivranno
Perché noi siamo l’unica benedizione
L’unica tragedia, l’unica ambizione
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