Qual è l’oggetto che non mancherà sulla tua tavola personale delle feste?
«Da buona famiglia cremonese la tavola natalizia è da sempre un trionfo di cibi e ogni minimo spazio viene utilizzato per presentare salumi (volgiamo parlare del salame cremonese ?!) tripudi di riccioli di burro, giardiniere e sott’olio, patè di fegatini, grissini e pane da far sentire in colpa una rivendita di alimentari, caraffe d’acqua e sopratutto bottiglie di vino… ed è qui che arrivo io. Infatti, il mio “ tocco” nell’apparecchiatura della tavola di Natale è stata una enorme glacette in vetro arancione, prototipo di una realizzata in precedenza per Veuve Clicquot e riconoscibile dall’apertura esagonale come il logo , utilizzata per raffrescare le bottiglie di vino bianco e champagne per i vari brindisi. Mai senza vino, mai senza glacette!».
Come sarà la tua tavola delle feste?
«È, è sempre stata e sarà sempre, bianca. Quando ero piccolo i pranzi di Natale a casa della nonna materna, tipica famiglia numerosa di campagna con 11 figli di cui mia madre primogenita, ci vedeva riuniti tra grandi e piccoli in una trentina di persone con una grande tavola sempre coperta da un’impeccabile tovaglia di fiandra ricamata, usanza che mia madre ha mantenuto e che personalmente continuo a perpetrare. Il bianco della tovaglia e dei piatti, l’argento, il cristallo: questi per me sono i toni del Natale a cui ora ho aggiunto anche un tocco di arancione con appunto la glacette in vetro soffiato che si lega alle tonalità di qualcos’altro tipico della stagione come arance, mandarini e cachi».
Fonte: http://design.repubblica.it/2016/12/08/la-tavola-delle-feste-di-ferruccio-laviani/
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