venerdì 9 dicembre 2016

La tavola delle feste di Massimo Iosa Ghini

Qual è l’oggetto che non mancherà sulla sua tavola personale delle feste?
«Qualche anno fa, ho progettato un tavolo con una sola gamba centrale. Ho potuto  farlo perché stavo costruendo la casa e utilizzando una trave per il solaio antisismico lo abbiamo messo in verticale e legato (imbullonato) alla struttura dell’edificio. È stato un modo per risparmiare (risorse e denaro) ma senza perdere il gusto della ricerca e della sfida. Essendo un montante molto solido, ho potuto appoggiarci sopra una lastra di vetro a forte spessore molto grande, di forma quadrata per cui a Natale riusciamo a riunirci fino a 16 persone. Solida e robusta, ma leggera da vedere. Trasparente. Che rivela la autenticità degli elementi con cui è realizzata».

Come sarà la sua tavola delle feste?
«Con l’alzata generosa, di 60 x 60 centimetri, la faccio di muschio che raccolgo sull’Appennino, versante toscano e che rielabora miscelandolo a un composto di mais che lo rende rigoglioso. Questo quadrato di muschio perfetto, emana i profumi del bosco e accoglie le candele rigorosamente rosse di tutte le forme e colori che poggiano su un plateau in alpacca argentata che ho disegnato per Design Gallery nel 1989. I piatti sono in porcellana ereditati da Milena (mia moglie) con decorazioni in rilievo, bianco su bianco, mentre i sottopiatti, li voglio in rosso in accordo con le candele. Anche i tovaglioli, in canapa rosso acceso, con posate (organiche) di Mangiarotti, prodotte da Mepra».



Fonte: http://design.repubblica.it/2016/12/08/la-tavola-delle-feste-di-massimo-iosa-ghini/

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